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Vediamo quali sono le terapie non farmacologiche che possono aiutare il paziente asmatico: l’attività motoria e la riabilitazione polmonare.

Nel mondo sono all’incirca 300 milioni le persone che soffrono di asma bronchiale; in Italia l’asma colpisce circa il 6,6% della popolazione, parliamo quindi di circa 3,5 milioni di persone. L’asma bronchiale è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree e si caratterizza per l’ostruzione bronchiale (che può essere di diversa entità), solitamente reversibile spontaneamente o in seguito alla terapia.

È proprio relativamente a quelle che sono le terapie prescritte ai pazienti asmatici che ci concentreremo quest’oggi; il plurale è doveroso dal momento che gli specialisti che diagnosticano e seguono il decorso della malattia che affligge i pazienti asmatici non sono soliti prescrivere solamente la terapia farmacologica.

Tutt’altro.

Altri due elementi che sono, senza dubbio, degli alleati vincenti nella terapia della patologia asmatica sono: l’attività motoria e la riabilitazione polmonare.

Terapie non farmacologiche nella gestione dell’asma: l’attività sportiva

Praticare sport, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, reca un beneficio insostituibile al paziente asmatico; per questo motivo lo specialista tende sempre a prescrivere l’esercizio motorio come terapia per coadiuvare quella farmacologica.

Ma questo, perché accade? Lo scopriamo con il Dott. Massimiliano Appodia – Pneumologo presso il Centro Leonardo (Preganziol, Treviso) e SPORTSCIENCE (Paese, Treviso).

L’esercizio fisico, inteso come una pianificata e strutturata attività fisica, ha come obiettivo quello di migliorare e/o mantenere l’efficienza fisica: quando parliamo di efficienza fisica facciamo riferimento a tutta quella serie di capacità (es. fitness cardiorespiratorio, resistenza, potenza) che ci rendono abili a svolgere un’attività fisica con vigore, e in modo tale da non recarci eccessiva difficoltà.

L’attività fisica ricopre un ruolo essenziale nella definizione di un corretto stile di vita, questo soprattutto per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti.

Questi concetti, ovviamente, valgono per tutti noi; tuttavia, ricoprono un ruolo fondamentale per i pazienti asmatici, di tutte le età. Le scarse e talvolta errate informazioni relative alla patologia asmatica ci portano a ritenere che una persona che soffre di questa malattia non debba praticare sport.

In verità è proprio lo sport e l’attività fisica a fornire un valido aiuto nella gestione/risoluzione di questa patologia: questo perché l’assenza di attività fisica dalla quotidianità dei pazienti asmatici ha come conseguenza l’istaurarsi di un circolo vizioso che determina una diminuzione della capacità di esercizio, del controllo dell’asma stessa e della qualità della vita. Inoltre, è stato valutato come i bambini e gli adolescenti che non praticano regolarmente attività fisica presentano un rischio maggiore di asma di nuova insorgenza.

I benefici dell’attività sportiva nei pazienti asmatici

Come abbiamo avuto modo di vedere in questo articolo, gli specialisti tendono ad incentivare lo sport e non ci sono attività fisiche particolarmente sconsigliate, se non quelle che portano con sé un elevato rischio di crisi asmatica ed una possibile difficoltà nel prestare soccorso (pensiamo, ad esempio, alla pratica di sport subacquei).

Ma come può, nel dettaglio, l’attività sportiva essere utile al trattamento del paziente asmatico?

Possiamo partire con il dire che negli asmatici l’esercizio fisico di tipo aerobico migliora il fitness cardiopolmonare e reca effetti positivi sulla qualità della vita correlata alla salute, riduce l’iperreattività bronchiale, l’infiammazione bronchiale e l’asma da sforzo; se l’attività aerobica, poi, viene praticata fin dall’età infantile o dall’adolescenza, questo fa sì che si abbia un maggiore sviluppo polmonare nell’età adulta e la minore diminuzione della capacità della stessa a causa della patologia.

Si ritiene che tale effetto sia conseguenza dell’adattamento fisiologico dell’apparato respiratorio causato dalla regolare attività fisica e sportiva. Non dobbiamo inoltre dimenticare che l’esercizio regolare ha benefici indiscussi anche a livello psicologico e, nel caso di pazienti asmatici, contribuisce a ridurre l’isolamento causato dalla malattia stessa.

Terapie non farmacologiche nella gestione dell’asma: la riabilitazione polmonare

Come abbiamo anticipato, però, non solo è l’attività sportiva a rientrare tra le terapie non farmacologiche che possono e devono essere adottate per i pazienti asmatici; un altro alleato nella battaglia contro l’asma è la riabilitazione polmonare praticata da fisioterapisti specializzati.

Tra i fisioterapisti, infatti, ci sono anche coloro che decidono di optare per una specializzazione – più precisamente nell’ambito della pneumologia; questi specialisti lavorano pertanto con i pazienti che presentano, ad esempio, disturbi del sonno, pazienti con BCPO e gli stessi pazienti asmatici.

La dottoressa Marta Lazzeri, presidente di ARIR e fisioterapista presso il Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, ha infatti dichiarato in un’intervista a tecnicaospedaliera.it che «la riabilitazione respiratoria è il trattamento non farmacologico d’elezione per le patologie respiratorie, ma rimane ancora molto da fare, perché ancora oggi solo una minima quota di pazienti ha accesso a tali prestazioni. Nonostante sia ormai evidente che la presenza di professionisti sanitari con competenze specialistiche in ambito respiratorio può fare la differenza nella gestione delle patologie respiratorie acute e croniche, sia in termini di miglioramento della qualità di vita dei pazienti, sia in termini di risparmio della spesa sanitaria, sono ancora troppo pochi gli ospedali italiani che dispongono di fisioterapisti respiratori. […]».

Ma cosa fa, nello specifico, un fisioterapista specializzato nella riabilitazione a seguito di patologie respiratorie?

  • Valuta la funzionalità respiratoria;
  • Valuta la forza della muscolatura;
  • Valuta l’efficacia della tosse;
  • Valuta la capacità di sostenere esercizio fisico ed una eventuale attività sportiva;
  • Valuta la dispnea;
  • Delinea programmi di allenamento dei muscoli respiratori.

I benefici della riabilitazione polmonare nei pazienti asmatici

Il ruolo del fisioterapista, con la riabilitazione motoria, diventa essenziale in quei pazienti che presentano gravi disabilità causate dai disturbi o dalle patologie respiratorie. Per quel che riguarda ciò che interessa noi, quindi l’asma, la riabilitazione polmonare permette al paziente di imparare a gestire la stessa, attraverso l’educazione alla giusta e corretta somministrazione della terapia farmacologica e in modo da poter accedere ad una migliore qualità della vita attraverso degli esercizi ad hoc.

Ad esempio, la mancanza di respiro è uno dei tipici sintomi dell’asma e molte persone, attraverso la fisioterapia, riescono a trovare sollievo.

Una respirazione lenta, che potremmo definire rilassata, è infatti utile per chi soffre di questa patologia e può aiutare a ridurre i sintomi; le persone asmatiche tendono a respirare in modo eccessivo e riuscire a calibrare questo aspetto, attraverso vari esercizi, sarà sicuramente di beneficio per il paziente non solo a livello fisico ma anche a livello psicologico.

Il fisioterapista, sicuramente, spronerà il paziente anche a fare esercizio. Come abbiamo visto, un paziente asmatico che pratica sport riesce a contrastare il decorso della malattia e a rafforzare la propria muscolatura; pertanto, possiamo ben dedurre che il contributo del fisioterapista, volto ad aiutare il paziente al controllo del respiro, sarà fondamentale per aiutare lo stesso a praticare attività sportiva con meno difficoltà.

Per questo motivo, le due opzioni non farmacologiche che abbiamo illustrato diventano essenziali nel trattamento della patologia asmatica; solo con l’aiuto di entrambe, in un connubio sinergico e costante, l’asmatico avrà gli strumenti tali per poter riacquistare il controllo sul proprio corpo, rendendolo più forte e più propenso alla convivenza con la malattia, senza dover però soccombere ad essa; quest’ultimo particolare, come sappiamo, contribuirà ad un miglioramento della qualità della vita, essenziale per i pazienti che soffrono di patologie croniche.

Ho l’asma e faccio sport: il progetto e le attività

Data l’importanza di queste tue terapie – ricordiamo, non farmacologiche – possiamo nuovamente menzionare, per quanto riguarda l’attività sportiva, le attività che rientrano all’interno del progetto Ho l’asma e faccio sport, che apportano un fondamentale aiuto ai pazienti asmatici.

  • Dinamic Postural: è un allenamento pensato per i meno giovani e per le persone asmatiche che non sempre riescono a controllare i sintomi della malattia. L’allenamento ha come scopo l’attuazione dei sistemi motori di base, con il coinvolgimento del sistema respiratorio. Saranno presenti esercizi di ginnastica dolce e di allungamento che produrranno un miglioramento delle capacità respiratorie e psicomotorie.
  • Interval Training: quest’altra tipologia di allenamento è invece pensato per i pazienti asmatici adulti, i cui sintomi sono generalmente controllati dalla terapia regolarmente assunta. L’allenamento prevede un lavoro strutturato ad intervalli, con fasi di allenamento cardio respiratorio alternato a fasi di pura tonificazione muscolare.

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