L’asma rappresenta una delle principali patologie croniche dell’infanzia. La prevalenza è stimata tra il 2,8 e il 37,6% in bambini al di sopra dei 6-7 anni di età.1
È caratterizzato da infiammazione ed iperreattività bronchiale. Le principali manifestazioni cliniche sono tosse, wheezing (o “respiro sibilante”), sensazione di “fiato corto”, dolore o pressione a livello toracico.2,3
Le infezioni delle vie respiratorie rappresentano uno dei principali trigger di attacco asmatico. Accanto a queste sono fattori scatenanti i cambiamenti climatici, l’esposizione a fumo ed allergeni o irritanti e lo stress.2
La diagnosi di asma si basa sul riscontro anamnestico di sintomi cronici ed intermittenti tipici e sul riscontro di wheezing all’obiettività toracica, associato a una limitazione variabile del flusso espiratorio (variable expiratory airflow limitation), valutata attraverso la spirometria (nei bambini sopra i 4-5 anni di età).4
A livello psicologico, l’asma ha un impatto sulla qualità di vita di chi ne è affetto, in particolar modo se si tratta di bambini che, come in tutte le patologie croniche, si trovano a dover ogni giorno convivere e gestire terapie farmacologiche e sintomi che possono portare ad un peggioramento del livello di benessere percepito.

Sport e asma

I bambini asmatici possono presentare sintomi scatenati da attività fisica intensa, che prendono il nome di “broncospasmo indotto dall’esercizio” (exercised-induced bronchospasm). Per tale ragione l’asma può rappresentare un disincentivo all’attività fisica sia per il bambino sia per i genitori che si oppongono all’esercizio fisico per evitare l’insorgenza di sintomi.5
Il broncospasmo indotto dall’esercizio fisico può verificarsi fino al 90% dei bambini con asma.6
Proprio per questa ragione il regolare svolgimento di attività fisica da parte del bambino asmatico trova non di rado ancora oggi diverse limitazioni, in primis nella famiglia, dove la paura dell’asma indotto da esercizio fisico porta i genitori a diventare iperprotettivi e a limitare le attività sportive del bambino.
In uno studio di tipo trasversale 115 ragazzi tra i 9 e i 19 anni e le loro madri sono stati intervistati riguardo all’attività fisica praticata e ad eventuali restrizioni imposte dai genitori. Il 37% delle madri ha ammesso di imporre restrizioni ai propri figli in termini di attività fisica per timore di sintomi acuti.7,8
Ad alimentare questo atteggiamento contribuisce l’ambiente scolare, più che altro per disinformazione. Molti insegnanti esonerano dall’ora di educazione fisica bambini asmatici.

Broncospasmo indotto dall’esercizio fisico

Il broncospasmo indotto dall’esercizio fisico è una manifestazione specifica del bambino asmatico e un segno di insufficiente controllo dell’asma. È diagnosticato e monitorato sulla base dei cambiamenti della funzione polmonare in seguito a test da sforzo.9
Alla base del broncospasmo indotto dall’attività fisica viene ipotizzato un fenomeno infiammatorio, conseguente alle modifiche che si attuano a livello bronchiale a causa dell’incremento della ventilazione.10
Il broncospasmo indotto dall’esercizio fisico potrebbe essere l’unica manifestazione di asma nel bambino e si manifesta con “fiato corto”, dolore toracico e tosse. Generalmente i sintomi si verificano dopo alcuni minuti di esercizio e si risolvono normalmente con il riposo dopo 30- 60 minuti.
Alcuni tipi di esercizio sembrano essere meno associati a broncospasmo. Ad esempio in una revisione sistematica della letteratura, pazienti con asma stabile che partecipavano ad allenamenti di nuoto, dimostravano un miglioramento della capacità polmonare e delle prestazioni fisiche, senza esacerbazioni asmatiche. Tuttavia persiste un dibattito sull’eventuale danno polmonare causato da ripetuta esposizione a cloro in nuotatori sensibili.11
Grazie alle nuove possibilità terapeutiche, anche i pazienti con asma da sforzo e con asma grave, possono praticare sport, seppur sotto stretto controllo dello Specialista Pneumologo.12 Numerosi sono infatti i casi di atleti affetti da asma bronchiale che hanno ottenuto traguardi di successo nello sport persino a livello agonistico come Federica Pellegrini, Mario Cipollini, Gianni Poli, David Beckham etc.
In ogni caso il bambino asmatico non deve essere spinto a scegliere uno specifico sport, dato che può potenzialmente partecipare a sport di qualsiasi livello con il trattamento adeguato.
Al contrario, se non trattato, il broncospasmo indotto dall’esercizio fisico può indurre a preferire una vita sedentaria.
Ne deriva facilmente un circolo vizioso “sedentarietà – minore efficienza fisica – sedentarietà” che si ripercuote negativamente sulla malattia asmatica portando il bambino ad un progressivo isolamento dai coetanei, con effetti spiacevoli sia sul suo sviluppo psichico che sociale, oltre che su quello fisico aumentando la possibilità di diventare “bersaglio” di discriminazione, scherno e bullismo.
D’altronde le molteplici Linee Guida13 per la gestione dell’asma infantile si prefiggono, tra i vari obiettivi, quello di una ottimale qualità della vita, caratterizzata dalla normale partecipazione a tutte le attività ludico-ricreative tipiche dell’età, compresa quella sportiva.
Di qui l’esigenza di una migliore conoscenza della problematica, tramite programmi educazionali, e di una stretta collaborazione tra Pediatra, Famiglia e Scuola (soprattutto insegnanti di educazione fisica) finalizzata a consentire al bambino asmatico di svolgere una attività fisica a lui congeniale, con contemporaneo miglior controllo della malattia e miglior benessere psicofisico.

Terapia

La terapia dell’asma prevede come prima linea l’utilizzo di corticosteroidi inalatori. Se tale terapia risultasse insufficiente possono essere aggiunti LABA (farmaci broncodilatatori inalatori a lunga durata d’azione) e anti-leucotrieni.
B2-agonisti a breve e lunga durata d’azione come salbutamolo, salmeterolo e formeterolo alle dosi terapeutiche e corticosteroidi inalatori sono consentiti dalla WADA (World Anti Doping Agency, Prohibited List 2020).14

I benefici dell’attività sportiva sul bambino asmatico

In una revisione sistematica della letteratura che ha incluso 27 studi (17 studi in bambini con asma e 10 con fibrosi cistica) per un totale di 1009 partecipanti tra gli 8 e i 20 anni, veniva riportato un importante beneficio dell’attività fisica in termini di funzione cardiovascolare e di qualità della vita, con effetti positivi anche sull’infiammazione.3
Lo sport ha effetti benefici anche sul sovrappeso e sull’obesità che a loro volta possono peggiorare l’asma determinando dispnea.15
Nelle linee guida GINA 2019, l’attività fisica è consigliata come fattore non farmacologico per il controllo dell’asma e come elemento di benessere generale.4
Previa valutazione funzionale e certificazione del medico dello sport la maggior parte dei giovani atleti asmatici è in grado di gareggiare senza restrizioni, e perfino di competere ad alto livello.
Praticare sport spesso rappresenta il primo step di un cambiamento dello stile di vita, svolgere in maniera regolare un’attività sportiva, anche a basso impatto, migliora l’interazione sociale, aumenta il senso di controllo, l’autostima, il livello di consapevolezza: fattori psicologici che favoriscono sia l’adattamento ad una malattia cronica come l’asma, sia la sua gestione a lungo termine.

Conclusioni

In conclusione è un errore evitare lo sport nel timore di broncospasmo. L’obiettivo è ottenere un adeguato controllo dell’asma in modo che il broncospasmo non si manifesti. Un trattamento appropriato dell’asma dovrebbe consentire una partecipazione completa del bambino all’attività sportiva. Infatti i bambini affetti da asma, adeguatamente trattati, possono partecipare a sport di ogni livello, incluse le olimpiadi!16
Di fatto l’esercizio è parte della strategia per ottenere il miglior controllo dell’asma nell’infanzia, ma è necessario ottimizzare il controllo dell’asma prima di iniziare l’esercizio.15
Con lo sport i bambini inoltre impareranno a conoscere i propri limiti e a gestirsi in piena autonomia l’uso del broncodilatatore.
La fiducia in se stessi, nonché la percezione di essere soggetti competenti, passa anche attraverso la prestazione sportiva, basti pensare alla sola possibilità di sperimentarsi come atleti in una gara, nonché all’identificazione in un gruppo di pari che va oltre la malattia; acquisendo maggior stima e fiducia in se stessi sarà più facile accettare ed integrare parti del sé più fragili e vulnerabili legate anche alla patologia asmatica cronica.

Dott.ssa Sara Zanella, Scuola di Specializzazione in Pediatria, Università degli Studi di Padova

Dott.ssa Stefania Zanconato, Pneumologia ed Allergologia Pediatrica, Padova

Dott.ssa Martina Prette, Psicologa, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva M.in.D, Centro Clinico Crocetta

Bibliografia

1. Aaron SD, Boulet LP, Reddel HK et al. Underdiagnosis and Overdiagnosis of Asthma. Am J Respir Crit Care Med. 2018 Oct 15;198(8):1012-1020
2. Sawicki G, Haver K. Asthma in children younger than 12 years: initial evaluation and diagnosis, Uptodate, 2019)
3. Joschtel B,
Gomersall SR, Tweedy S et al. Effects of exercise training
on physical and psychosocial health in children with
chronic respiratory disease:
a systematic review and meta-analysis. BMJ Open Sport & Exercise Medicine 2018;0:e000409
4. Linee Guida GINA 2019, http://ginasma.it/
5. Strom, Associations of Physical Activity and Sedentary Behavior with Atopic Disease in United States Children.J Pediatr 2016;174:247
6. Randolph C, Pediatric exercise-induced bronchoconstriction: contemporary developments in epidemiology, pathogenesis, presentation, diagnosis, and therapy. Curr Allergy Asthma Rep. 2013 Dec;13(6):662-71.
7. Fabianne MNA D, Correia Jr Marco AV, Silva RA et al, Mothers impose physical activity restrictions on their asthmatic children and adolescents: an analytical cross-sectional study, BMC Public Health 2014, 14:287
8. Tiggelman D, van de Ven MO, van Schayck OC et al. Sport club participation of adolescents with asthma: maternal factors and adolescent cognitions. Pediatr Pulmonol. 2014 Sep;49(9):835-41.
9. Lammers N, van Hoesel MHT, Kamphuis M et al. Assessing Exercise-Induced Bronchoconstriction in Children; The Need for Testing. Front Pediatr. 2019 Apr 26;7:157.
10. Del Giacco S, Firinu D, Bjermer L et al. Exercise and asthma: an overview. European Clinical Respiratory Journal 2015, 2: 27984
11. Beggs S1, Foong YC, Le HC et al. Swimming training for asthma in children and adolescents aged 18 years and under. Cochrane Database Syst Rev. 2013 Apr 30;(4):CD009607.
12. Grosbois JM, Coquart J, Fry S, Le Rouzic O, et al. Long-term effect of home-based pulmonary rehabilitation in severe asthma. Respir Med. 2019 Oct; 157:36-41.
13. GINA difficult to treat & Severe asthma in adolescent and adult patients diagnosis and management. November 2018, https://ginasthma.org/difficult-to-treat-and-severe-asthma-guide/
14. World Anti Doping Agency 2020, https://www.wada-ama.org/sites/default/files/wada_2020_english_prohibited_list_0.pdf)
15. Milanese M, Miraglia Del Giudice E, Peroni DG. Asthma, exercise and metabolic dysregulation in paediatrics. Allergol Immunopathol (Madr). 2019 May – Jun;47(3):289-294)
16. Fitch KD. An overview of asthma and airway hyper- responsiveness in Olympic athletes. Br J Sports Med. 2012 May;46(6):413-6.